“Scusate, sono brutta e perdente”. 13enne perseguitata dai bulli si impicca nella sua stanza

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Rosalie Avila è l’ennesima vittima di bullismo: una 13enne statunitense di Yucapia, California, che frequentava la Mesa View Middle School e si è ritrovata a dover affrontare un gruppo di bulli che la prendeva in giro per il suo aspetto fisico.
La povera ragazza non ha retto a quella persecuzione e si è impiccata nella sua casa martedì scorso: a fare il terribile ritrovamento, il padre della 13enne.

Rosalie Avila, una volta ritrovata, è stata portata subito in ospedale. Purtroppo però dopo 3 giorni ne è stata dichiarata la morte cerebrale.
La piccola ha lasciato una lettera ai genitori dove ha scritto ‘Scusatemi’ per quello che aveva fatto, e scriveva di essere ‘brutta e perdente’.
Il padre di Rosalie Avila ora è disperato. “Mia figlia aveva tutta la vita davanti a sé. Ora continuo a pensare a cosa avrebbe potuto fare o cosa sarebbe potuta diventare. Voleva fare l’avvocato per rendere il mondo un luogo migliore. Aveva buoni voti a scuola, amava cantare ed era amorevole. Adesso mi rimangono solo i ricordi”.

Forse la tragedia di Rosalie avrebbe potuto essere evitata, se fossero state prese delle misure per evitare la persecuzione della figlia da parte dei bulli.
“Negli ultimi tempi avevo notato che c’era qualcosa che non andava. Avevo scoperto un diario in cui segnava tutti i nomi dei ragazzi che la prendevano in giro” racconta il padre. “Ricordo ancora un paio di sere in cui era tornata e mi aveva raccontato che i bulli la prendevano in giro per i denti. Io la rassicuravo dicendo che era bellissima, che presto avrebbe tolto l’apparecchio e che sarebbe andato tutto bene. Ma lei mi aveva replicato che non l’avrebbero mai lasciata in pace”.

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